Il Castello d'Albertis in mattoni rossi con la torre merlata, sopra le case colorate della collina di Montegalletto sotto un cielo nuvoloso
Castello d'Albertis (Genova) — foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Arrivando in treno alla stazione di Piazza Principe, alzate lo sguardo verso la collina: tra palazzi e pini spunta una torre merlata in mattoni rossi che sembra uscita da un romanzo d'avventura. È il Castello d'Albertis, la dimora che un capitano di mare genovese volle costruirsi sulla collina di Montegalletto, nel quartiere di Castelletto. Oggi è sede del Museo delle Culture del Mondo ed è una delle visite più originali che Genova possa offrire, adatta sia agli adulti curiosi sia ai bambini che amano esploratori, mappe e oggetti misteriosi.

Il capitano Enrico Alberto d'Albertis

Per capire il castello bisogna conoscere il suo proprietario. Enrico Alberto d'Albertis nacque a Voltri nel 1846 e morì a Genova nel 1932. Ufficiale della Regia Marina e poi capitano nella marina mercantile, nel 1871 guidò il primo convoglio italiano attraverso il Canale di Suez. Nel 1879 fu tra i fondatori del Regio Yacht Club Italiano, il primo yacht club del paese.

La sua vita fu un lungo viaggio: compì tre giri del mondo e una circumnavigazione dell'Africa. Nel 1893, a bordo del suo yacht Corsaro e con strumenti di navigazione ricostruiti sul modello di quelli quattrocenteschi, raggiunse San Salvador ripercorrendo la rotta di Cristoforo Colombo a quattro secoli di distanza. Coltivava anche una passione singolare, quella per le meridiane: ne costruì più di cento in giro per il mondo, e undici si trovano proprio nel suo castello.

Un castello neogotico su antichi bastioni

Nel 1886 d'Albertis acquistò i resti di antiche fortificazioni sulla collina di Montegalletto: mura del Trecento rinforzate nel Cinquecento da un bastione. Su quelle fondamenta, tra il 1886 e il 1892, fece costruire la sua casa, con la supervisione dell'architetto Alfredo d'Andrade. Lo stile è un revival neogotico che mescola suggestioni dei castelli valdostani e dei palazzi fiorentini con dettagli del medioevo genovese. L'inaugurazione fu pensata per coincidere con il quarto centenario della scoperta dell'America, nel 1892: un omaggio a Colombo, il navigatore che d'Albertis ammirava più di ogni altro.

Alla sua morte il capitano lasciò il castello in eredità alla città di Genova. Dopo un lungo restauro, che ha aggiunto anche una copertura in vetro sopra la punta del bastione, nel 2004, anno in cui Genova fu Capitale europea della cultura, vi è stato aperto il Museo delle Culture del Mondo.

Cosa vedere nel museo

La visita unisce due anime. Da una parte ci sono gli ambienti che raccontano il capitano: la sala nautica, la sala colombiana, la sala turca e una sala dedicata alle meridiane, con arredi, strumenti e ricordi di viaggio. Dall'altra ci sono le collezioni etnografiche, con oggetti raccolti da d'Albertis e da altri viaggiatori presso le popolazioni di Africa, Americhe e Oceania: armi, manufatti, reperti dell'America centrale e materiali provenienti da collezioni missionarie.

Annesso al percorso c'è anche il Museo delle Musiche dei Popoli, con strumenti musicali di tradizioni colte e popolari di tutto il mondo, spesso protagonisti di concerti e attività didattiche. Fuori, il giardino e i camminamenti sui bastioni offrono una vista ampia sul porto e sulla città: anche solo per questo panorama la salita vale la pena.

  • Per i bambini: le sale del capitano, gli strumenti di navigazione e le meridiane sono un ottimo modo per parlare di viaggi e di esplorazioni.
  • Per gli appassionati: le collezioni etnografiche e gli strumenti musicali meritano una visita senza fretta.
  • Per tutti: il giardino e i bastioni, con la città ai piedi.

Come arrivarci

Il castello si trova in corso Dogali, in posizione panoramica sopra la stazione di Piazza Principe. Il modo più scenografico per salire è l'ascensore Castello d'Albertis-Montegalletto, un impianto particolare che parte da via Balbi: le cabine percorrono prima un lungo tunnel orizzontale e poi salgono in verticale per circa 70 metri fino alla quota del castello. Aperto nel 1929 e rimodernato, è tornato in servizio nel dicembre 2004. In alternativa si può salire con le linee di autobus urbane o a piedi lungo le strade della collina.

Da sapere: orari di apertura, giorni di chiusura, biglietti e attività per famiglie del museo cambiano nel corso dell'anno. Prima della visita consultate il sito ufficiale dei Musei di Genova o i canali di Visitgenoa; per l'ascensore e gli autobus fate riferimento all'azienda di trasporto cittadina.

Genoa View Home si trova anch'essa a Castelletto, a circa 1,5 km a piedi dal castello: potete raggiungerlo con una passeggiata in quartiere e tornare a casa a godervi, dal balcone, la stessa vista su Genova che il capitano amava.

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